Il glossario di Dermatologia Estetica è curato in collaborazione con il Dott. Stefano Maria Serini, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia (per informazioni: Studio Medico Serini, Viale Sondrio 2, Milano - dermatologo milano).

Acido ialuronico

L'acido ialuronico è uno dei componenti fondamentali del derma ed è prodotto dai fibroblasti, cellule il cui compito è di sintetizzare i costituenti e organizzare architetturalmente la struttura del derma. L'acido ialuronico è un glicosaminoglicano, ossia una molecola costituita da una catena di aminoacidi da cui si dipartono ramificazioni di zuccheri. Proprio grazie a queste ramificazioni di zuccheri, l'acido ialuronico è in grado di legare grandi quantità di acqua, comportandosi come una spugna e mantenendo l'idratazione, la turgidità, la plasticità e la viscosità del derma, di concerto con le altre molecole in esso presenti come collagene, fibre elastiche e altri glicosaminoglicani. In Dermatologia Estetica l'acido ialuronico viene impiegato per tali proprietà per la biorivitalizzazione e per i filler. I vari prodotti si differenziano per la lunghezza delle catene di acido ialuronico (peso molecolare), per la percentuale di legami esistenti tra le varie molecole di acido ialuronico (cross-linking), per la presenza o meno di catene di acido ialuronico di diversa lunghezza, per la presenza o meno di altre componenti, per il metodo di produzione dell'acido ialuronico (estrazione da tessuti animali o produzione mediante sintesi da parte di batteri ingegnerizzati allo scopo) e per il grado di purezza. I prodotti a base di acido ialuronico impiegati per la biorivitalizzazione sono molto diversi da quelli impiegati per i filler e così i filler per le rughe sottili sono molto diversi da quelli impiegati per dare volume alle labbra o agli zigomi. Ciò che cambia è l'effetto volumizzante, la resilienza, la plasticità e la resistenza alla degradazione. Tali parametri rendono ragione dell'esistenza di diversi prodotti per le diverse indicazioni e per le differenti aree da trattare. Il motivo per il quale l'acido ialuronico è ad oggi la sostanza più utilizzata in Dermatologia Estetica dipende dal fatto che è una molecola biocompatibile e che può essere riassorbita dall'organismo (prodotto riassorbibile), fattori che garantiscono un alto grado di sicurezza, pur rendendo necessario ripetere periodicamente le procedure estetiche per mantenere i risultati.

Biorivitalizzazione cutanea

La biorivitalizzazione cutanea è una tecnica che consiste nell'incrementare il contenuto di collagene, di acido ialuronico e di altre molecole del derma. Ciò viene ottenuto sia fornendo dall'esterno tali sostanze, sia attraverso un aumento dell'attività e del numero dei fibroblasti, le cellule che si occupano di produrre tali molecole e di  organizzarle in una struttura ordinata. Le sostanze più diffusamente impiegate per la biorivitalizzazione cutanea sono l'acido ialuronico, i poliribonucleotidi, vari aminoacidi e polipeptidi, che possono essere iniettati più o meno superficialmente nella pelle per mezzo di aghi sottili. La biorivitalizzazione è una tecnica molto sicura, che causa poco fastidio, che si esegue rapidamente e che consente al Paziente di tornare velocemente alle proprie normali attività. La biorivitalizzazione è adatta  sia alle pelli giovani (dove agisce come prevenzione) sia alle pelli mature ed è adatta a tutti i fototipi. Può inoltre essere eseguita in ogni sede cutanea (viso, mani, collo, decolleté, seno, glutei, cosce e addome sono le sedi più difffusamente trattate). La biorivitalizzazione cutanea è una tecnica che migliora la qualità della pelle, migliorandone il metabolismo e riducendo i danni legati all'invecchiamento cutaneo (chronoaging) e all'esposizione alla luce solare e artificiale (photoaging): si tratta dunque di una tecnica curativa, che non maschera semplicemente i difetti cutanei. La biorivitalizzazione si basa su cicli ripetuti di terapia, per mantenere i benefici e la prevenzione nel tempo.  La scelta dei prodotti più idonei per caratteristiche e composizione e la scelta del metodo con cui iniettare i prodotti saranno valutati dallo Specialista e adattati al singolo Paziente.

Biostimolazione cutanea

La biostimolazione cutanea è una tecnica simile alla biorivitalizzazione, ma che da un punto di vista concettuale si differenzia da quest'ultima. Nel derma vi sono  diversi sottotipi di collagene e di altre molecole, alcuni dei quali sono prodotti dai fibroblasti in modo fisiologico, mentre altri sono prodotti come risposta a danni e ferite. La biostimolazione cerca di indirizzare l'attività dei fibroblasti verso la formazione di sottotipi di collagene e di altre molecole di tipo fisiologico, impiegando particolari varianti di acido ialuronico e di altri prodotti come polipeptidi specifici. Dal momento che l'introduzione di sostanze esterne all'organismo nel derma con degli aghi apporta inevitabilmente una quota di danno, vi è sempre e comunque una produzione di sottotipi di collagene e di altre molecole in risposta anche a tale danno e, dunque, in vivo non è possibile ottenere la selettività auspicata. Inoltre il collagene e le altre molecole prodotte in risposta ad un danno cutaneo, nel tempo vengono convertite dall'organismo in molecole di tipo fisiologico, rendendo opinabile l'utilità della biostimolazione rispetto alla biorivitalizzazione.

CROSS TCA

Il Chemical Remodelling of Skin Scars (CROSS) ottenuto mediante l'impiego di acido tricloroacetico (TCA) ad alte concentrazioni (80-90%) è una tecnica impiegata per migliorare le cicatrici atrofiche, soprattutto da acne. Consiste nell'applicazione di piccole quantità di acido tricloroacetico direttamente sulla cicatrice da trattare, con formazione di un danno controllato che si manifesta con rossore e con la comparsa di una piccola crosta sieroematica, che cade dopo 7-15 giorni. Dopo l'applicazione dell'acido tricloroacetico la pelle reagisce con produzione di nuovo collagene a livello del derma e con un rinnovamento dell'epidermide, con miglioramento dell'aspetto delle cicatrici trattate. Il vantaggio rispetto ad un peeling medio-profondo tradizionale è che le aree trattate sono limitate alle sole cicatrici e, quindi, dopo la procedura il Paziente è meno condizionato dalla transitoria formazione di rossore e croste sieroematiche e può tornare prima alla normale vita di tutti i giorni. Inoltre le complicazioni sono poco frequenti e modeste, facendo del CROSS TCA una tecnica sicura ed efficace se eseguita da mani esperte.

Needling

Il termine needling deriva dalla parola inglese "needle" ossia "ago" e consiste nell'impiego di sottilissimi aghi per creare nella pelle dei piccoli canali da  cui parte uno stimolo alla rigenerazione cutanea. Il needling può essere eseguito con appositi rulli muniti di aghi di lunghezza prestabilita oppure con penne elettroniche che impiegano delle testine monouso e sterili munite di aghi dei quali può essere regolata la lunghezza e la velocità di infissione. Il needling trova  applicazione nel trattamento di rughe e lassità cutanea, nel trattamento di cicatrici e smagliature e nel trattamento del melasma e di altri disordini della pigmentazione cutanea. Il principio su cui si basa tale tecnica è quello della induzione della produzione di collagene, del rimodellamento della struttura del derma e dell'uniformazione della pigmentazione cutanea, tutti effetti indotti in risposta alla creazione di sottilissimi canali nella cute da parte degli aghi. Il needling è una tecnica poco fastidiosa, che richiede al più una anestesia locale in crema, e consente al Paziente di ritornare rapidamente alla vita di tutti i giorni. Un moderato eritema, piccole ecchimosi e croste cutanee si possono manifestare dopo il trattamento e spesso durano solo  da alcune ore a pochi giorni. Il needling va eseguito da mani esperte  e con le dovute  accortezze, ma è fondamentalmente una delle tecniche più sicure esistenti in Dermatologia Estetica.

 Peeling

Il termine peeling deriva dall'inglese "to peel" ossia "spellarsi" e descrive una procedura impiegata in Dermatologia Estetica che porta appunto ad un più o meno marcato spellamento cutaneo.

Il peeling può essere di tipo fisico (microdermoabrasione) o di tipo chimico. I peeling chimici si suddividono per convenzione in peeling superficiali (che coinvolgono solo lo strato epidermico), medi (che coinvolgono l'epidermide, la giunzione dermo-epidermica e il derma papillare) e profondi (che coinvolgono l'epidermide, la giunzione dermo-epidermica, il derma papillare e il derma reticolare). Lo scopo del peeling è di creare un danno controllato a livello della pelle, per stimolare una nuova produzione di cellule epidermiche, di fibre collagene e di fibre elastiche, eliminando al contempo le cellule invecchiate e le discromie. I peeling chimici possono essere eseguiti con diversi tipi di prodotti, ognuno con specifiche proprietà, le quali possono variare anche in funzione della concentrazione del principio attivo e del pH finale della soluzione. I diversi principi attivi possono essere impiegati singolarmente oppure in combinazione tra loro (peeling combinati). Il peeling viene impiegato per trattare diverse problematiche cutanee poiché è una tecnica versatile, relativamente poco costosa e molto sicura se eseguita con esperienza. Le problematiche che più frequentemente vengono trattate con il peeling sono: acne comedonica (punti neri, punti bianchi, seborrea), iperpigmentazioni superficiali (melasma superficiale, lentigo solari), cicatrici, smagliature, invecchiamento cutaneo (rughe poco marcate e pigmentazione disomogenea). I vari tipi di peeling hanno in comune la formazione di desquamazione cutanea più o meno marcata dopo la procedura. I peeling medi e profondi causano anche la comparsa di croste sieroematiche e di rossore marcato. Il tempo di risoluzione di tali manifestazioni variano da 3-7 giorni per i peeling superficiali a 45 giorni per i peeling profondi. I peeling profondi sono procedure complesse che vanno condotte in sedazione o in anestesia totale, possono causare una ipersensibilità cutanea persistente per mesi (con facilità all'arrossamento cutaneo dopo esposizione al sole o dopo impiego di prodotti cosmetici) e hanno un rischio non trascurabile di esiti cicatriziali. I peeling superficiali sono i peeling più sicuri e meglio tollerati dai Pazienti (lieve pizzicore durante la procedura, rossore fugace e desquamazione per pochi giorni dopo la procedura). I peeling medi hanno tempi di guarigione più lunghi dei peeling superficiali (2-3 settimane in media), basso rischio di cicatrici e sono ben tollerati dai Pazienti (a volte viene impiegata una crema anestetica prima della procedura). Dopo il peeling è importante seguire le indicazioni del Dermatologo e non esporsi alla luce solare, impiegando anche una idonea protezione solare SPF 50+. E' controindicato rimuovere le squame e le croste, che devono cadere spontaneamente (la loro rimozione forzata può portare a cicatrici e discromie). Il peeling è una tecnica molto utilizzata in Dermatologia Estetica, dato che ha un ottimo rapporto rischi-costo/beneficio in numerose condizioni. E' importante sottolineare che i principi attivi impiegati per i peeling professionali di grado medico differiscono per tipologia e per concentrazione da quelli impiegati dagli Estetisti (a causa di limitazioni imposte per Legge a questi ultimi) e da quelli impiegabili per uso domiciliare dal Paziente stesso e hanno, quindi, un'efficacia decisamente maggiore.